14 Ott 5 per mille: ASSIF porta alla Camera dei Deputati cinque proposte per il futuro della sussidiarietà fiscale
Dall’abolizione del tetto di spesa alla trasparenza, dal sostegno al fundraising al ritorno del 2 per mille alla cultura: le proposte dell’Osservatorio ASSIF per rafforzare gli strumenti di partecipazione fiscale in Italia.
Il 13 ottobre 2026, alla Camera dei Deputati, si è svolto il convegno “Il voto fiscale degli italiani”, promosso da ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser, al quale ha partecipato anche Marianna Martinoni, fondatrice di Terzofilo e socia ASSIF dal 2001.
A vent’anni dall’introduzione del 5 per mille e a dodici anni da quella del 2 per mille ai partiti politici, l’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti del fundraising, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni.
L’Osservatorio ASSIF sul 5, 2 e 8 per mille ha presentato i dati aggiornati, un confronto con i modelli europei di percentage philanthropy e i risultati dell’indagine Ipsos Doxa sulla conoscenza e sulla propensione alla firma da parte degli italiani.
L’obiettivo: trasformare i dati e l’esperienza dei fundraiser in proposte concrete per rendere più efficaci gli strumenti di sussidiarietà fiscale.
I numeri del 5 per mille: una partecipazione che merita di essere valorizzata
Nel 2025, 18,5 milioni di contribuenti hanno destinato il proprio 5 per mille, per un valore complessivo di 633,3 milioni di euro. Le risorse effettivamente erogate sono state però pari a 610 milioni, a causa del tetto di spesa previsto dalla normativa. Secondo l’Osservatorio 5 per mille di ASSIF, dal 2006 oltre 560 milioni di euro non sono stati assegnati agli enti scelti dai contribuenti per effetto di questo limite.
Un dato che pone una questione fondamentale: come garantire che la volontà espressa dai cittadini attraverso la firma venga pienamente rispettata?
Le cinque proposte dell’Osservatorio ASSIF
Per rafforzare la sussidiarietà fiscale in Italia, ASSIF ha individuato cinque proposte rivolte al Parlamento, al Governo e alle forze politiche.
1. Superare il tetto di spesa del 5 per mille
ASSIF chiede di eliminare il limite che impedisce di distribuire integralmente le risorse corrispondenti alle scelte dei contribuenti oppure di introdurre un meccanismo automatico di adeguamento. Una misura per garantire che ogni firma abbia pieno valore.
2. Rafforzare la trasparenza nella relazione tra enti e contribuenti
Oggi le organizzazioni beneficiarie non possono conoscere i nominativi dei contribuenti che le hanno scelte. ASSIF propone di consentire, su esplicita autorizzazione del contribuente e nel rispetto della privacy, la comunicazione dei dati necessari per ringraziare, rendicontare l’utilizzo delle risorse e costruire una relazione continuativa con i sostenitori.
3. Sostenere lo sviluppo del fundraising e la formazione professionale
Oltre 13.000 enti ammessi al 5 per mille, più del 13% del totale, non ricevono nemmeno una firma. ASSIF propone politiche pubbliche a sostegno del fundraising, della formazione e della cultura della donazione, per aiutare le organizzazioni a valorizzare le opportunità offerte dagli strumenti fiscali.
4. Reintrodurre stabilmente il 2 per mille alla cultura
Introdotto in via sperimentale nel 2016 e successivamente attivato in modo discontinuo, il 2 per mille alle associazioni culturali non è mai diventato uno strumento strutturale. ASSIF propone di riaprire il confronto sulla sua reintroduzione stabile, riconoscendo il ruolo della cultura nella partecipazione civica e nello sviluppo delle comunità.
5. Estendere la sussidiarietà fiscale alle imprese
Sul modello di altri Paesi europei, tra cui Spagna e Slovacchia, ASSIF propone di valutare strumenti che consentano anche alle imprese di destinare una quota delle proprie imposte al non profit, ampliando le opportunità di sostegno alle attività di interesse generale.
Dal confronto istituzionale alle politiche per il Terzo Settore
Durante l’incontro, particolare attenzione è stata dedicata al superamento del tetto di spesa e alla trasparenza nella relazione tra contribuenti e organizzazioni beneficiarie.
I senatori Adriano Paroli e Michele Fina hanno raccolto la richiesta di rispettare integralmente le scelte dei contribuenti, manifestando disponibilità a intervenire sul tetto già nell’ambito della legge di bilancio.
Un’apertura significativa, che sarà importante seguire nei prossimi mesi per verificare se potrà tradursi in interventi normativi concreti.
Perché investire nel fundraising significa rafforzare il Terzo Settore
Tra le proposte presentate, riteniamo particolarmente importante quella relativa al sostegno pubblico allo sviluppo del fundraising e alla formazione professionale.
Il dato degli oltre 13.000 enti che non ricevono firme dimostra quanto sia necessario accompagnare gli strumenti di finanziamento con investimenti nelle competenze delle organizzazioni.
Nella nostra esperienza a fianco degli enti del Terzo Settore e delle organizzazioni culturali, vediamo quotidianamente quanto la capacità di comunicare il proprio valore, coinvolgere i sostenitori e costruire relazioni di fiducia sia determinante per la sostenibilità nel tempo.
Anche la proposta di reintrodurre stabilmente il 2 per mille alla cultura merita particolare attenzione, perché potrebbe offrire alle organizzazioni culturali un ulteriore strumento per rafforzare il legame con i cittadini e diversificare le fonti di sostegno.
Il fundraising non è soltanto raccolta di risorse: è un investimento nella capacità delle organizzazioni di crescere, coinvolgere le comunità e generare valore sociale e culturale.
Per questo condividiamo l’importanza del lavoro di ricerca e advocacy portato avanti da ASSIF: migliorare gli strumenti di sussidiarietà fiscale e sostenere la professionalizzazione del fundraising sono due obiettivi complementari, fondamentali per il futuro del Terzo Settore.
Per approfondire: dati, report e proposte dell’Osservatorio ASSIF.